Il CdA dell’11 giugno ha approvato la millesima delibera da quando si è insediato il 4 agosto del 2014. In meno di quattro anni, il bilancio dell’Agenzia Spaziale Italiana è passato da 589 nel 2014 a 885 milioni nel 2018, riequilibrando i finanziamenti dedicati all’ESA con quelli dedicati ai programmi nazionali, risorse fondamentali per mantenere e sviluppare la competitività della filiera industriale spaziale.

Queste risorse hanno permesso un’azione di risanamento del bilancio, consentendo all’Italia di partecipare da protagonista alla Ministeriale di fine 2014, che ha visto l’approvazione del programma Ariane 6/Vega C dando un forte slancio alla nostra industria nazionale nel settore dei lanciatori, azione culminata con l’ingresso in borsa di AVIO agli inizi del 2017.

Per mantenere e rafforzare la competitività del sistema spaziale italiano sono state favorite le collaborazioni tra le nostre industrie e le industrie della Space Economy (accordo ASI-Space-X, accordo Altec-Virgin Galactic, accordo Altec-Nanoracks, accordo ASI-SpacePharma). Questa nuova strategia ha attratto gli insediamenti in Italia di sedi distaccate di ditte della space economy statunitense, come Tyvak e Nanoracks a testimonianza dell’interesse internazionale verso questa nuova fase dell’attività spaziale italiana. 

Questa strategia ha dato i suoi frutti anche sul lato dell’occupazione: nel triennio 2014 – 2016 sono state fatte 675 nuove assunzioni (incluso il turnover) con un aumento netto del 3% dell’impiego, con un inserimento nel settore di una forza forza lavoro altamente qualificata: il 66% sono laureati, il 7% ha il dottorato, 3% il master.

Il lavoro del CdA si è anche concentrato sul rafforzamento e l’ottimizzazione delle risorse interne. Nel 2016 sono ripresi in ASI i concorsi fermi da 11 anni: grazie alle norme introdotte nel 2016 e relative all’autonomia assunzionale degli EPR, nel 2017 le graduatorie relative ai primi concorsi sono state utilizzate a scorrimento per assumere complessivamente 57 personeriducendo del 75% il fenomeno del precariato interno. Nel 2018 sono stati poi stabilizzati tutti i destinatari della legge Madia azzerando finalmente il precariato che affliggeva l’ASI da più di tre lustri.

Nel PTA ASI 2018-2020 sono previsti ulteriori 80 concorsi per assunzioni di personale ai vari livelli, di cui i bandi per 19 posizioni sono stati già approvati proprio a questo CdA. Sono infine previste nel PTA le posizioni di ricercatori per concorsi riservati secondo il comma 2 del d.lgs. n. 75 del 20 maggio 2017 riservati agli assegnisti di ricerca dell’ASI.  Grazie a queste azioni correttive, alla fine del 2018 il problema della precarietà, dell’insufficienza e della qualificazione delle risorse umane in ASI sarà sostanzialmente risolto.